10 OTTOBRE 2020

Uno sguardo allo zafferano di Coggiola


Cari gasbini,
sono state ore interessanti quelle che alcuni di noi hanno trascorso in compagnia di Enrico Covolo, produttore di mele e zafferano, di Coggiola
Io, Stefania e Mario, Daniela e Maurizio, Mauro ed Emanuela abbiamo potuto ammirare la splendida fioritura dello zafferano, caratterizzata dai suoi colori vivaci, che vanno dal viola dei petali, al giallo del polline, al rosso dei preziosi stimmi.


Osservando la magia della fioritura, abbiamo compreso la passione di Enrico nel descrivere le varie fasi del suo lavoro. Dal momento in cui interra i bulbi (suoi da 35 anni), alla cura del terreno, fino al raccolto, che avviene tra la metà di ottobre e la metà di novembre, rigorosamente a manoI bulbi dello zafferano sono sterili, ma si riproducono per clonazione. Dal bulbo madre si formano nuovi bulbi, e continuano ad essere adatti alla coltivazione dello zafferano per 4/5 anni, poi vanno dissotterrati. Per nutrire il terreno sabbioso, Enrico utilizza piantine di fagioli nani, i quali, una volta cresciuti vengono trinciati e lasciati macerare, mentre le profonde radici apportano la necessaria quantità di azoto.


Oltre alla produzione di zafferano, e in armonia con esso, abbiamo trovato carciofi, carote, cipolle egiziane, dette anche “cipolle che camminano”, perché producono un bulbillo superiore che, se lasciato indisturbato, cade a terra e si ripianta, facendo in modo che la cipolla "cammini" intorno al terreno.


Sulle nostre teste, alti castagni, che ogni tanto lasciavano cadere i loro ricci. E come accade ogni qualvolta andiamo a far visita ad un nostro fornitore, al momento dei saluti, ognuno di noi sapeva di aver “speso” bene il suo tempo.


Maria Palladino