Cesto Ciliegie Ciliegia - Foto gratis su Pixabay

 STORIA

La ciliegia appartiene alla famiglia delle rosacee. É una drupacea di origine asiatica, precisamente nella zona compresa fra il Mar Caspio e il Mar Nero, la ciliegia si è diffusa in Egitto sin dal VII secolo a.C., poi in Grecia e successivamente in Italia; intorno al II secolo a.C. è Varrone a illustrarne dettagliatamente l’innesto. Ma come è arrivata nel nostro Paese? Plutarco, Plinio il Vecchio e Columella ne attribuiscono il merito al console romano Lucullo che, di ritorno da una campagna militare contro Mitridate, probabilmente la portò da Cerasonta, cittadina greca dell’Asia Minore, l’attuale Kiresun. Per questo motivo, i Romani la chiamarono Cerasus, nome che il ciliegio si porta appresso ancora oggi: la denominazione scientifica è, infatti, Cerasus avium. Alcuni autori, invece, indicano il ciliegio come facente parte del genere Prunus, attribuendo così una variante al nome classico: Prunus avium

 

PROPRIETA'

Le ciliegie possono essere raggruppate in due categorie: le tenerine, con frutti a polpa tenera e succosa che vanno dai colori chiari al nero con succo scuro, passando per il rosso; e le duracine o duroni, più grandi e caratterizzate da polpa soda e croccante. I colori di quest'ultime anche nella polpa, sono il rosso scuro o nero- violaceo oppure il rosso chiaro fino al giallo rosato, come nel caso del Graffione Bianco del Piemonte, regione che vanta anche le Ciliegie di Pecetto e la Bella di Garbagna, una duracina rossa adatta alla conservazione in alcol  (ciliegie sotto spirito).

Le ciliegie contengono vitamina A e B e secondo studi recenti contengono sostanze anti ossidanti e antinfiammatorie. 

Alberi di ciliegio sono presenti in quasi tutte le regioni Italiane ma sono le colline e le fasce pedemontane, dal Piemonte alla Sicilia, dal Veneto alla Puglia (che ha la maggior concentrazione colturale) passando per l'Emilia Romagna e la Campania, a imbancarsi delle splendide fioriture dei ciliegi. La maturazione dei frutti inizia in Puglia ai primi di maggio e si prolunga, per alcune varietà e in alcuni climi, fino ad agosto.

Un cenno meritano le cultivar di ciliegia “acida” con le amarene, le marasche e le visciole, la cui produzione, benchè marginale è riservata alla trasformazione, dando prodotti tipicissimi: dall'amarena sciroppata al vino di visciole, dalle amarene “cotte al sole” alla confettura di marasche.

 

 

 
 
 

 

PROPRIETA'

Pianta annuale, originaria dell'Estremo Oriente a fusto angoloso, appartenente alla famiglia delle Leguminose. É coltivato l'utilizzazione dei semi allo stato fresco o secco. Esistono cultivar mangiatutto o taccola che si consumano con il baccello ma hanno scarsa importanza e diffusione. 

É una pianta con foglie terminanti a viticci e grandi fiori bianchi. Se ne consuma il seme allo stato fresco, essiccato o in scatola nonché, con grande vantaggio rispetto al sapore, dopo averlo scongelato.

La coltivazione dei piselli, da consumarsi secchi, di norma, viene praticata nelle aziende agrarie a coltivazioni erbacee.

La coltura resiste abbastanza al freddo, poco alla siccità; per le produzioni primaticce si richiedono comunque terreni bene esposti, riparati, sani. 

Analogamente al fagiolo le cultivar vengono distinte e classificate come segue:

  • Piselli nani
  • piselli mezza rama 
  • piselli rampicanti
  • piselli mangiatutto o taccola.

L'esigenze colturali sono pressoché analoghe a quelle del fagiolo, specie botanicamente affine. La raccolta avviene scalarmente, ad iniziare da maggio, per le produzioni da consumo fresco, in 1- 2 riprese per quelle secche per le quali vale quanto in essere per il fagiolo.  I piselli sono consumati cotti come contorni o per condimenti. Vengono pure inscatolati dall'industria conserviera e vengono utilizzati da secchi come foraggio. Si tratta di un ortaggio assai gustoso e ricco di proteine come tutte le atre Leguminose.

 

 

 
 
 

STORIA

La Lattuga, detta comunemente insalata è una pianta annuale appartenente alla famiglia compositedi cui si coltivano numerose varietà nelle diverse stagioni dell'anno, a seconda del clima. Si consuma cruda in insalata e anche cotta.
Le varietà più conosciute sono da taglio: Riccia, Austrialiana, Bionda, Ghiacciola.
A cappuccio sono: Regina di Maggio, Quattro Stagioni, Batavia, Trocadero.

PROPRIETA'

Oltre ad un elevato tenore di vitamina A contiene dosi considerevoli di vitamina C, PP e B2, e discrete quantità di calcio, fosforo e ferro. Consumata in grande la lattuga presenta una leggera azione sedativa e secondo alcuni è un anafrodisiaco perché attenua l'istinto sessuale. Inoltre è una blanda lassativa e un'ottimo rinfrescante. È indicata nei casi di diabete, artrite, nefrite, gotta, malattie dell'apparato respiratorio e spasmi gastroenterici.

Non presenta restrizioni di sorta. Va benissimo consumata cruda con altre verdure a foglia verde (cicoria, valerianella, tarassaco, rucola,...) che ne integrano il valore nutritivo.

 

RUCOLA (RUCHETTA, RUCA)

Stimolante dello stomaco e diuretica, la rucola si mangia in insalata da sola o aggiunta ad altre verdure crude.

CURIOSITA'

Mescolata in parti uguali con radici di bardana e di ortica, permette la preparazione di una lozione atta a facilitare la ricrescita dei capelli grassi.

 

 
 
 

 

 

STORIA

Conosciuto fin dall'antichità per le sue proprietà aromatiche, la sua coltivazione orticola sembra risalire al XVI secolo. Ortaggio che appartiene alla famiglia delle Ombrellifere; il suo prodotto è la base del fusto avvolto da guaine bianche grosse e carnose che formano una specie di bulbo. É largamente coltivato in Italia. Le varietà più coltivate sono:

  • grosso bolognese
  • grossissimo di Napoli
  • grosso di Reggio
  • estivo di Ginevra 

 

STORIA

Pianta originaria dell'Asia centrale, appartiene della famiglia delle Ombrellifere, ricca di vitamina A e carotene. Per alimento si consuma solo la parte interrata; è assai usata nell'industria conserviera e per l'estrazione del carotene. In alcuni paesi, come la Francia e il Belgio, si coltiva la qualità a enorme radice che viene usata come foraggio. La sua produzione può essere a ciclo brevissimo, adatta alla coltura e transtagionale sotto riparo; breve, adatta alla coltura primaverile e lunga, adatta alla coltura estivo- autunnale e autunno-invernale.

 

 

STORIA, PROPRIETA' E CURIOSITA':

Gli agrumi sono uno dei fiori all'occhiello della frutticoltura nazionale, con valori di esportazione e di consumo interno che vedono le arance al primo posto, seguite da clementine / mandaranci, limoni e mandarini. Tra refrigerazione, paraffinatura della buccia e cultivar “a scalare”, il periodo delle arance sul mercato è davvero lungo. Le precoci maturano a partire da ottobre, le più tardive si raccolgono ancora a giugno, tenendo conto delle aree vocate alla loro coltivazione, che partono dal Lazio per toccare tutte le regioni del Sud. Se il pieno inverno è la stagione della varietà a polpa rossa (Moro, Tarocco, Sanguinello, Sanguigno), più avanti arrivano le bionde (Biondo Comne, Ovale, Navel, Valencia, Washington Navel) alcune delle quali dette “ombelicate” per la presenza di un minuscolo frutto interno nella parte apicale, come il pernambucco tipico del Ponente ligure.